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CORSi DI teatro

per bambini e ragazzi

“MUSIC’S COOL THEATER”

 

• Bambini età 6–10 anni

• Ragazzi età 11–15 anni

• Coso Avanzato oltre 15 anni

CORSi DI teatro

per bambini e ragazzi

“MUSIC’S COOL THEATER”

 

• Bambini età 6–10 anni

• Ragazzi età 11–15 anni

• Coso Avanzato oltre 15 anni

 

 

 

CORSI DI TEATRO per bambini e ragazzi “MUSIC’S COOL THEATER”

Ci sono tanti modi di “fare” teatro e tanti teatri possibili, ci sono anche tante interpretazioni sul significato di questo “fare” e tante sono le valenze, o i frutti, che la pratica del teatro porta con sé. Qualunque sia il genere che si fa o che si va a vedere e qualunque sia il taglio, dal più leggero al più impegnato, il risultato difficilmente sarà solo piacere o divertimento. Il teatro è, fin dalle origini, un modo di stare insieme, uno strumento d’aggregazione, dunque, ma anche di comunicazione. È spesso, o può essere, un’occasione educativa, di crescita interiore, di conoscenza e d’arricchimento, sia nell’intenzione sia nell’effetto. E se nelle sue valenze diciamo “sociali”, come mezzo, può diventare perfino (magari lo è stato più nel passato) un agente catalizzatore e di propaganda, in quelle “psicologiche” può essere addirittura terapeutico (si pensi allo psicodramma). Tranquillamente, possiamo sostenere che il teatro, soprattutto dal punto di vista di chi lo fa, può essere inteso anche come “scuola”, una scuola molto particolare: una scuola di vita. In tutta questa profondità, di significati e, appunto, di valenze, il teatro, nel mio modo d’intenderlo, di farlo e di vederlo, conserva sempre una natura, la sua natura, per me, semplicemente meravigliosa, di gioco, di momento magico, di spazio fantastico e della fantasia. È qui che l’adulto torna un po’ bambino e il bambino può esprimere sé stesso (spesso fingendosi ma anche facendosi “più grande”). È questo il luogo protetto e lo spazio prescelto per esprimere e provare emozioni, emozioni varie e soprattutto quelle tipicamente infantili, spesso dimenticate sulla soglia della “maturità”: lo stupore, la meraviglia, l’incanto… Ecco perché momento magico! Ed è proprio perché, nella mia visione, il teatro, nella sua natura, è gioco, è luogo magico, è regno della fantasia, senza, per questo, non essere anche quel mare di significati e valenze profondi, molto profondi e “seri” di cui sopra, che lo trovo un posto, uno stato, un modo, uno strumento, un mezzo in cui il bambino può stare “bene”, perché ci sta naturalmente… È qui che può, senza avvertire peso o fatica, immergersi negli abissi (cfr. sempre quelli “seri”, importanti, costruttivi!) e anche affiorare verso l’alto: crescere. Il “mio” teatro è, in conclusione, un gioco speciale: da sperimentare con grande serietà, ma anche profonda leggerezza. In proiezione adulta, questo stesso gioco speciale diventa zona franca dell’essere umano, luogo dove è lecito far diventare realtà la fantasia, “specchiando” la vita come in un sogno 2 ad occhi aperti, ma senza perdere il contatto con la realtà: consapevoli di essere in una dimensione fantastica e con la serietà e, insieme, il piacere, di poterla vivere e “crederci” come se fosse reale… Del resto… il palcoscenico è un luogo dove si giuoca a far sul serio: così “qualcuno” ha scritto.

 

Obiettivi

Dal punto di vista individuale, uno dei primi obiettivi, anche se non, diciamo, “scientifico”, del mio corso di Teatro, è quello di far provare, al bambino, il piacere di esprimersi e, più profondamente, il piacere della libertà d’espressione. Dal semplice, puro, piacere, si proseguirà, poi, verso il tentativo della consapevolezza, in altre parole, cercherò di accompagnare il bambino verso la percezione individuale, autonoma, delle proprie capacità e potenzialità espressive, coinvolgendo mente, corpo e cuore: un cammino alla scoperta di sé. È evidente che l’obiettivo seguente e conseguente sarà quello di cercare di sviluppare, potenziare o migliorare queste capacità. E, infine, ulteriore passo, o conseguenza, speranza, obiettivo o pretesa, sarà il cercare di portare, il bambino, ad acquisire, o sviluppare, una maggiore sicurezza di sé (cercando di superare, insieme, eventuali paure, “blocchi”, insicurezze o - eccessiva - timidezza). Tutti questi obiettivi individuali non possono che essere strettamente collegati a quelli di gruppo, in quanto: affinché ogni individuo, nel contesto del gruppo di laboratorio, possa provare il piacere di esprimersi, prendere consapevolezza di sé e delle proprie capacità, svilupparle e potenziarle e magari arrivare ad una maggiore autostima, sarà, è necessario che, parallelamente, si viva “bene” la relazione con il gruppo e, quindi l’obiettivo conseguente e necessario è, appunto, lo sviluppo della cooperazione, della solidarietà e del senso di rispetto. Si cercherà, infatti, di migliorare il contatto, la relazione con i compagni, andando ben oltre o molto prima della competizione, per sviluppare, viceversa, il nobile e finissimo valore del rispetto e per far assaporare il piacere del sentirsi accolti, compresi, abbracciati nella collettività: ciascuno a suo modo, con le proprie caratteristiche e nella sua individualità. In questo senso, lo spazio-tempo del corso di teatro può (dovrebbe) assurgere a “luogo privilegiato” di crescita nella relazione e nell’integrazione.

 

Scendendo nel “tecnico”, obiettivi di questo Corso saranno:

• imparare, progettare ed interpretare testi, personaggi, situazioni, con la mente, il corpo, la voce, sviluppando, oltre alle abilità espressive (del corpo e della parola), la capacità d’introspezione;

• prendere confidenza con nuovi e diversi linguaggi: il linguaggio della Scena e delle scene, con le sue regole, le sue modalità o le sue eccezioni.

• Allestire e rappresentare uno spettacolo alla fine del Corso, per il gusto di “fare” insieme, piuttosto che per quello di “arrivare” (credo prima di tutto nel lavoro, o meglio, nel gioco, piuttosto che nel mero risultato finale, ma, poiché il nostro gioco sfocerà anche in un risultato, ben venga!).

 

 

Struttura degli incontri

La parte iniziale sarà dedicata al rilassamento e al riscaldamento, per il corpo e la voce, con semplici esercizi di respirazione diaframmatica ed altro. Questi serviranno anche, se non soprattutto, a segnare, in maniera rituale, l’ingresso in uno spazio-tempo “altro” rispetto a quello quotidiano. Dovranno, in sostanza, preparare psicologicamente il gruppo all’attività teatrale. Subito dopo, seguiranno esercizi-gioco di socializzazione, molto importanti per conoscersi l’un l’altro e per favorire l’affiatamento e la conquista della fiducia reciproca. Avranno, inoltre, lo scopo di trasmettere l’importanza degli equilibri e delle dinamiche nel gruppo e del gruppo, nelle varie voci in cui si articolano, tra cui: turni, ruoli, rispetto, ma anche ritmo. In particolare, gli esercizi collettivi di ritmo punteranno ad impratichire ed abituare, i partecipanti, a tenere il tempo teatrale. Si lavorerà, poi, o meglio, si giocherà (!), sul “de-condizionamento”, esercitandosi sul sottrarre piuttosto che sull’aggiungere: si cercherà, in sostanza, di togliere certi stereotipi anche motori e, d’altra parte, la paura, per esempio, del contatto fisico, cercando di “liberare”, il bambino, da blocchi, impacci e insicurezze. Dalla “decostruzione” si passerà, com’è logico che sia, sulla costruzione dell’espressività, dapprima in modo il più possibile libero, poi guidato. Infine, si lavorerà su una messa in scena scelta, in altre parole sulla preparazione dello spettacolo di fine Corso.

 

Modalità

La costante sarà sempre quella di impostare le attività in modo giocoso, tuttavia, mentre la struttura degli incontri, tendenzialmente, rimarrà invariata, ovviamente i giochi, gli esercizi e le tecniche verranno modulati in base alle età o, ancor meglio, alle potenzialità del singolo, tenendo sempre presenti, d’altra parte, le dinamiche del gruppo e il contesto venutosi a creare.

 

A chi si rivolge

A Tutti coloro che desiderano scoprire il proprio IO teatrale. A bambini e ragazzi della fascia d’età 6–15 anni e oltre i 15 Corso Avanzato. Il Corso potrà essere avviato con un numero minimo, indicativamente, di 6 bambini e massimo, sempre approssimativamente, di 12–13. Nel caso le richieste d’iscrizione superassero quest’ultima indicazione numerica, si richiede la possibilità di attivare 2 o più corsi: se fossero 2, da concentrarsi nello stesso pomeriggio, uno in seguito all’altro, con un intervallo, tra i due, che consenta di svolgere, se necessarie o raccomandate, le operazioni di pulizia, igienizzazione e areazione del locale. Se la richiesta, d’altra parte, eccedesse la possibilità di contenere il numero dei partecipanti in due corsi, si chiederebbe, altresì, l’eventuale disponibilità del teatro, in aggiunta, per un altro pomeriggio della settimana.

 

Quando

Il Corso si svolge con cadenza settimanale, nel pomeriggio, con una durata di un’ora e trenta minuti ad incontro, nel periodo che va da Ottobre ad inizio giugno (seguendo il calendario scolastico, per quanto riguarda eventuali festività o vacanze).

 

Dove

Nella sede dell’Associazione Culturale Musicale Music’s cool A.P.S. – Associazione di Promozione Sociale – Via Scuderlando, n° 89/a – 37060 – Castel d’Azzano - Verona

 

Materiali

Per i bambini si consiglia abbigliamento “comodo” e calze “antiscivolo”. Sarebbe utile avere a disposizione un lettore CD. Eventuali costumi e scenografie saranno il più possibile realizzati “in proprio”.

 

ISCRIVITI AL MUSIC’S COOL THEATER!

 

InsegnantI:

Sabrina Pedrett

• Corso di Teatro - 1° Livello 6/10 anni - 2° Livello 11/15 anni - 3° Livello Avanzato

 

CORSI DI TEATRO per bambini e ragazzi “MUSIC’S COOL THEATER”

Ci sono tanti modi di “fare” teatro e tanti teatri possibili, ci sono anche tante interpretazioni sul significato di questo “fare” e tante sono le valenze, o i frutti, che la pratica del teatro porta con sé. Qualunque sia il genere che si fa o che si va a vedere e qualunque sia il taglio, dal più leggero al più impegnato, il risultato difficilmente sarà solo piacere o divertimento. Il teatro è, fin dalle origini, un modo di stare insieme, uno strumento d’aggregazione, dunque, ma anche di comunicazione. È spesso, o può essere, un’occasione educativa, di crescita interiore, di conoscenza e d’arricchimento, sia nell’intenzione sia nell’effetto. E se nelle sue valenze diciamo “sociali”, come mezzo, può diventare perfino (magari lo è stato più nel passato) un agente catalizzatore e di propaganda, in quelle “psicologiche” può essere addirittura terapeutico (si pensi allo psicodramma). Tranquillamente, possiamo sostenere che il teatro, soprattutto dal punto di vista di chi lo fa, può essere inteso anche come “scuola”, una scuola molto particolare: una scuola di vita. In tutta questa profondità, di significati e, appunto, di valenze, il teatro, nel mio modo d’intenderlo, di farlo e di vederlo, conserva sempre una natura, la sua natura, per me, semplicemente meravigliosa, di gioco, di momento magico, di spazio fantastico e della fantasia. È qui che l’adulto torna un po’ bambino e il bambino può esprimere sé stesso (spesso fingendosi ma anche facendosi “più grande”). È questo il luogo protetto e lo spazio prescelto per esprimere e provare emozioni, emozioni varie e soprattutto quelle tipicamente infantili, spesso dimenticate sulla soglia della “maturità”: lo stupore, la meraviglia, l’incanto… Ecco perché momento magico! Ed è proprio perché, nella mia visione, il teatro, nella sua natura, è gioco, è luogo magico, è regno della fantasia, senza, per questo, non essere anche quel mare di significati e valenze profondi, molto profondi e “seri” di cui sopra, che lo trovo un posto, uno stato, un modo, uno strumento, un mezzo in cui il bambino può stare “bene”, perché ci sta naturalmente… È qui che può, senza avvertire peso o fatica, immergersi negli abissi (cfr. sempre quelli “seri”, importanti, costruttivi!) e anche affiorare verso l’alto: crescere. Il “mio” teatro è, in conclusione, un gioco speciale: da sperimentare con grande serietà, ma anche profonda leggerezza. In proiezione adulta, questo stesso gioco speciale diventa zona franca dell’essere umano, luogo dove è lecito far diventare realtà la fantasia, “specchiando” la vita come in un sogno 2 ad occhi aperti, ma senza perdere il contatto con la realtà: consapevoli di essere in una dimensione fantastica e con la serietà e, insieme, il piacere, di poterla vivere e “crederci” come se fosse reale… Del resto… il palcoscenico è un luogo dove si giuoca a far sul serio: così “qualcuno” ha scritto.

 

Obiettivi

Dal punto di vista individuale, uno dei primi obiettivi, anche se non, diciamo, “scientifico”, del mio corso di Teatro, è quello di far provare, al bambino, il piacere di esprimersi e, più profondamente, il piacere della libertà d’espressione. Dal semplice, puro, piacere, si proseguirà, poi, verso il tentativo della consapevolezza, in altre parole, cercherò di accompagnare il bambino verso la percezione individuale, autonoma, delle proprie capacità e potenzialità espressive, coinvolgendo mente, corpo e cuore: un cammino alla scoperta di sé. È evidente che l’obiettivo seguente e conseguente sarà quello di cercare di sviluppare, potenziare o migliorare queste capacità. E, infine, ulteriore passo, o conseguenza, speranza, obiettivo o pretesa, sarà il cercare di portare, il bambino, ad acquisire, o sviluppare, una maggiore sicurezza di sé (cercando di superare, insieme, eventuali paure, “blocchi”, insicurezze o - eccessiva - timidezza). Tutti questi obiettivi individuali non possono che essere strettamente collegati a quelli di gruppo, in quanto: affinché ogni individuo, nel contesto del gruppo di laboratorio, possa provare il piacere di esprimersi, prendere consapevolezza di sé e delle proprie capacità, svilupparle e potenziarle e magari arrivare ad una maggiore autostima, sarà, è necessario che, parallelamente, si viva “bene” la relazione con il gruppo e, quindi l’obiettivo conseguente e necessario è, appunto, lo sviluppo della cooperazione, della solidarietà e del senso di rispetto. Si cercherà, infatti, di migliorare il contatto, la relazione con i compagni, andando ben oltre o molto prima della competizione, per sviluppare, viceversa, il nobile e finissimo valore del rispetto e per far assaporare il piacere del sentirsi accolti, compresi, abbracciati nella collettività: ciascuno a suo modo, con le proprie caratteristiche e nella sua individualità. In questo senso, lo spazio-tempo del corso di teatro può (dovrebbe) assurgere a “luogo privilegiato” di crescita nella relazione e nell’integrazione.

 

Scendendo nel “tecnico”, obiettivi di questo Corso saranno:

• imparare, progettare ed interpretare testi, personaggi, situazioni, con la mente, il corpo, la voce, sviluppando, oltre alle abilità espressive (del corpo e della parola), la capacità d’introspezione;

• prendere confidenza con nuovi e diversi linguaggi: il linguaggio della Scena e delle scene, con le sue regole, le sue modalità o le sue eccezioni.

• Allestire e rappresentare uno spettacolo alla fine del Corso, per il gusto di “fare” insieme, piuttosto che per quello di “arrivare” (credo prima di tutto nel lavoro, o meglio, nel gioco, piuttosto che nel mero risultato finale, ma, poiché il nostro gioco sfocerà anche in un risultato, ben venga!).

 

 

Struttura degli incontri

La parte iniziale sarà dedicata al rilassamento e al riscaldamento, per il corpo e la voce, con semplici esercizi di respirazione diaframmatica ed altro. Questi serviranno anche, se non soprattutto, a segnare, in maniera rituale, l’ingresso in uno spazio-tempo “altro” rispetto a quello quotidiano. Dovranno, in sostanza, preparare psicologicamente il gruppo all’attività teatrale. Subito dopo, seguiranno esercizi-gioco di socializzazione, molto importanti per conoscersi l’un l’altro e per favorire l’affiatamento e la conquista della fiducia reciproca. Avranno, inoltre, lo scopo di trasmettere l’importanza degli equilibri e delle dinamiche nel gruppo e del gruppo, nelle varie voci in cui si articolano, tra cui: turni, ruoli, rispetto, ma anche ritmo. In particolare, gli esercizi collettivi di ritmo punteranno ad impratichire ed abituare, i partecipanti, a tenere il tempo teatrale. Si lavorerà, poi, o meglio, si giocherà (!), sul “de-condizionamento”, esercitandosi sul sottrarre piuttosto che sull’aggiungere: si cercherà, in sostanza, di togliere certi stereotipi anche motori e, d’altra parte, la paura, per esempio, del contatto fisico, cercando di “liberare”, il bambino, da blocchi, impacci e insicurezze. Dalla “decostruzione” si passerà, com’è logico che sia, sulla costruzione dell’espressività, dapprima in modo il più possibile libero, poi guidato. Infine, si lavorerà su una messa in scena scelta, in altre parole sulla preparazione dello spettacolo di fine Corso.

 

Modalità

La costante sarà sempre quella di impostare le attività in modo giocoso, tuttavia, mentre la struttura degli incontri, tendenzialmente, rimarrà invariata, ovviamente i giochi, gli esercizi e le tecniche verranno modulati in base alle età o, ancor meglio, alle potenzialità del singolo, tenendo sempre presenti, d’altra parte, le dinamiche del gruppo e il contesto venutosi a creare.

 

A chi si rivolge

A Tutti coloro che desiderano scoprire il proprio IO teatrale. A bambini e ragazzi della fascia d’età 6–15 anni e oltre i 15 Corso Avanzato. Il Corso potrà essere avviato con un numero minimo, indicativamente, di 6 bambini e massimo, sempre approssimativamente, di 12–13. Nel caso le richieste d’iscrizione superassero quest’ultima indicazione numerica, si richiede la possibilità di attivare 2 o più corsi: se fossero 2, da concentrarsi nello stesso pomeriggio, uno in seguito all’altro, con un intervallo, tra i due, che consenta di svolgere, se necessarie o raccomandate, le operazioni di pulizia, igienizzazione e areazione del locale. Se la richiesta, d’altra parte, eccedesse la possibilità di contenere il numero dei partecipanti in due corsi, si chiederebbe, altresì, l’eventuale disponibilità del teatro, in aggiunta, per un altro pomeriggio della settimana.

 

Quando

Il Corso si svolge con cadenza settimanale, nel pomeriggio, con una durata di un’ora e trenta minuti ad incontro, nel periodo che va da Ottobre ad inizio giugno (seguendo il calendario scolastico, per quanto riguarda eventuali festività o vacanze).

 

Dove

Nella sede dell’Associazione Culturale Musicale Music’s cool A.P.S. – Associazione di Promozione Sociale – Via Scuderlando, n° 89/a – 37060 – Castel d’Azzano - Verona

 

Materiali

Per i bambini si consiglia abbigliamento “comodo” e calze “antiscivolo”. Sarebbe utile avere a disposizione un lettore CD. Eventuali costumi e scenografie saranno il più possibile realizzati “in proprio”.

 

ISCRIVITI AL MUSIC’S COOL THEATER!

 

InsegnantI:

Sabrina Pedrett

• Corso di Teatro - 1° Livello 6/10 anni - 2° Livello 11/15 anni - 3° Livello Avanzato

 

CORSI DI TEATRO per bambini e ragazzi “MUSIC’S COOL THEATER”

Ci sono tanti modi di “fare” teatro e tanti teatri possibili, ci sono anche tante interpretazioni sul significato di questo “fare” e tante sono le valenze, o i frutti, che la pratica del teatro porta con sé. Qualunque sia il genere che si fa o che si va a vedere e qualunque sia il taglio, dal più leggero al più impegnato, il risultato difficilmente sarà solo piacere o divertimento. Il teatro è, fin dalle origini, un modo di stare insieme, uno strumento d’aggregazione, dunque, ma anche di comunicazione. È spesso, o può essere, un’occasione educativa, di crescita interiore, di conoscenza e d’arricchimento, sia nell’intenzione sia nell’effetto. E se nelle sue valenze diciamo “sociali”, come mezzo, può diventare perfino (magari lo è stato più nel passato) un agente catalizzatore e di propaganda, in quelle “psicologiche” può essere addirittura terapeutico (si pensi allo psicodramma). Tranquillamente, possiamo sostenere che il teatro, soprattutto dal punto di vista di chi lo fa, può essere inteso anche come “scuola”, una scuola molto particolare: una scuola di vita. In tutta questa profondità, di significati e, appunto, di valenze, il teatro, nel mio modo d’intenderlo, di farlo e di vederlo, conserva sempre una natura, la sua natura, per me, semplicemente meravigliosa, di gioco, di momento magico, di spazio fantastico e della fantasia. È qui che l’adulto torna un po’ bambino e il bambino può esprimere sé stesso (spesso fingendosi ma anche facendosi “più grande”). È questo il luogo protetto e lo spazio prescelto per esprimere e provare emozioni, emozioni varie e soprattutto quelle tipicamente infantili, spesso dimenticate sulla soglia della “maturità”: lo stupore, la meraviglia, l’incanto… Ecco perché momento magico! Ed è proprio perché, nella mia visione, il teatro, nella sua natura, è gioco, è luogo magico, è regno della fantasia, senza, per questo, non essere anche quel mare di significati e valenze profondi, molto profondi e “seri” di cui sopra, che lo trovo un posto, uno stato, un modo, uno strumento, un mezzo in cui il bambino può stare “bene”, perché ci sta naturalmente… È qui che può, senza avvertire peso o fatica, immergersi negli abissi (cfr. sempre quelli “seri”, importanti, costruttivi!) e anche affiorare verso l’alto: crescere. Il “mio” teatro è, in conclusione, un gioco speciale: da sperimentare con grande serietà, ma anche profonda leggerezza. In proiezione adulta, questo stesso gioco speciale diventa zona franca dell’essere umano, luogo dove è lecito far diventare realtà la fantasia, “specchiando” la vita come in un sogno 2 ad occhi aperti, ma senza perdere il contatto con la realtà: consapevoli di essere in una dimensione fantastica e con la serietà e, insieme, il piacere, di poterla vivere e “crederci” come se fosse reale… Del resto… il palcoscenico è un luogo dove si giuoca a far sul serio: così “qualcuno” ha scritto.

 

Obiettivi

Dal punto di vista individuale, uno dei primi obiettivi, anche se non, diciamo, “scientifico”, del mio corso di Teatro, è quello di far provare, al bambino, il piacere di esprimersi e, più profondamente, il piacere della libertà d’espressione. Dal semplice, puro, piacere, si proseguirà, poi, verso il tentativo della consapevolezza, in altre parole, cercherò di accompagnare il bambino verso la percezione individuale, autonoma, delle proprie capacità e potenzialità espressive, coinvolgendo mente, corpo e cuore: un cammino alla scoperta di sé. È evidente che l’obiettivo seguente e conseguente sarà quello di cercare di sviluppare, potenziare o migliorare queste capacità. E, infine, ulteriore passo, o conseguenza, speranza, obiettivo o pretesa, sarà il cercare di portare, il bambino, ad acquisire, o sviluppare, una maggiore sicurezza di sé (cercando di superare, insieme, eventuali paure, “blocchi”, insicurezze o - eccessiva - timidezza). Tutti questi obiettivi individuali non possono che essere strettamente collegati a quelli di gruppo, in quanto: affinché ogni individuo, nel contesto del gruppo di laboratorio, possa provare il piacere di esprimersi, prendere consapevolezza di sé e delle proprie capacità, svilupparle e potenziarle e magari arrivare ad una maggiore autostima, sarà, è necessario che, parallelamente, si viva “bene” la relazione con il gruppo e, quindi l’obiettivo conseguente e necessario è, appunto, lo sviluppo della cooperazione, della solidarietà e del senso di rispetto. Si cercherà, infatti, di migliorare il contatto, la relazione con i compagni, andando ben oltre o molto prima della competizione, per sviluppare, viceversa, il nobile e finissimo valore del rispetto e per far assaporare il piacere del sentirsi accolti, compresi, abbracciati nella collettività: ciascuno a suo modo, con le proprie caratteristiche e nella sua individualità. In questo senso, lo spazio-tempo del corso di teatro può (dovrebbe) assurgere a “luogo privilegiato” di crescita nella relazione e nell’integrazione.

 

Scendendo nel “tecnico”, obiettivi di questo Corso saranno:

• imparare, progettare ed interpretare testi, personaggi, situazioni, con la mente, il corpo, la voce, sviluppando, oltre alle abilità espressive (del corpo e della parola), la capacità d’introspezione;

• prendere confidenza con nuovi e diversi linguaggi: il linguaggio della Scena e delle scene, con le sue regole, le sue modalità o le sue eccezioni.

• Allestire e rappresentare uno spettacolo alla fine del Corso, per il gusto di “fare” insieme, piuttosto che per quello di “arrivare” (credo prima di tutto nel lavoro, o meglio, nel gioco, piuttosto che nel mero risultato finale, ma, poiché il nostro gioco sfocerà anche in un risultato, ben venga!).

 

 

Struttura degli incontri

La parte iniziale sarà dedicata al rilassamento e al riscaldamento, per il corpo e la voce, con semplici esercizi di respirazione diaframmatica ed altro. Questi serviranno anche, se non soprattutto, a segnare, in maniera rituale, l’ingresso in uno spazio-tempo “altro” rispetto a quello quotidiano. Dovranno, in sostanza, preparare psicologicamente il gruppo all’attività teatrale. Subito dopo, seguiranno esercizi-gioco di socializzazione, molto importanti per conoscersi l’un l’altro e per favorire l’affiatamento e la conquista della fiducia reciproca. Avranno, inoltre, lo scopo di trasmettere l’importanza degli equilibri e delle dinamiche nel gruppo e del gruppo, nelle varie voci in cui si articolano, tra cui: turni, ruoli, rispetto, ma anche ritmo. In particolare, gli esercizi collettivi di ritmo punteranno ad impratichire ed abituare, i partecipanti, a tenere il tempo teatrale. Si lavorerà, poi, o meglio, si giocherà (!), sul “de-condizionamento”, esercitandosi sul sottrarre piuttosto che sull’aggiungere: si cercherà, in sostanza, di togliere certi stereotipi anche motori e, d’altra parte, la paura, per esempio, del contatto fisico, cercando di “liberare”, il bambino, da blocchi, impacci e insicurezze. Dalla “decostruzione” si passerà, com’è logico che sia, sulla costruzione dell’espressività, dapprima in modo il più possibile libero, poi guidato. Infine, si lavorerà su una messa in scena scelta, in altre parole sulla preparazione dello spettacolo di fine Corso.

 

Modalità

La costante sarà sempre quella di impostare le attività in modo giocoso, tuttavia, mentre la struttura degli incontri, tendenzialmente, rimarrà invariata, ovviamente i giochi, gli esercizi e le tecniche verranno modulati in base alle età o, ancor meglio, alle potenzialità del singolo, tenendo sempre presenti, d’altra parte, le dinamiche del gruppo e il contesto venutosi a creare.

 

A chi si rivolge

A Tutti coloro che desiderano scoprire il proprio IO teatrale. A bambini e ragazzi della fascia d’età 6–15 anni e oltre i 15 Corso Avanzato. Il Corso potrà essere avviato con un numero minimo, indicativamente, di 6 bambini e massimo, sempre approssimativamente, di 12–13. Nel caso le richieste d’iscrizione superassero quest’ultima indicazione numerica, si richiede la possibilità di attivare 2 o più corsi: se fossero 2, da concentrarsi nello stesso pomeriggio, uno in seguito all’altro, con un intervallo, tra i due, che consenta di svolgere, se necessarie o raccomandate, le operazioni di pulizia, igienizzazione e areazione del locale. Se la richiesta, d’altra parte, eccedesse la possibilità di contenere il numero dei partecipanti in due corsi, si chiederebbe, altresì, l’eventuale disponibilità del teatro, in aggiunta, per un altro pomeriggio della settimana.

 

Quando

Il Corso si svolge con cadenza settimanale, nel pomeriggio, con una durata di un’ora e trenta minuti ad incontro, nel periodo che va da Ottobre ad inizio giugno (seguendo il calendario scolastico, per quanto riguarda eventuali festività o vacanze).

 

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